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lunedì 3 ottobre 2016
Il bracciale con l’ancora, simbolo di stabilità e sicurezza
L’ancora è il simbolo nautico per eccellenza e
costituisce il mezzo attraverso cui la nave ottiene stabilità, dopo
tanto navigare e dopo aver attraversato varie intemperie. Rappresenta
pertanto il simbolo della stabilità, uno strumento che consente alla
nave di restare ferma nel mare tempestoso. Scegliere un bracciale con l’ancora
significa celebrare la vita, la meta e tutte le tappe, belle e brutte,
che hanno condotto ad un determinato traguardo. L’ancora offre inoltre
un appiglio sicuro ad un qualcosa che per sua natura è sempre in
agitazione e in movimento, rappresenta pertanto un punto fermo
rappresentato da amici e famiglia in una fase delicata e di crescita.
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lunedì 26 settembre 2016
Il significato dell’Ancora
L’ancora. Soggetto a tema nautico per eccellenza, l’ancora
occupa un posto importante della simbologia, non solo per quanto
riguarda i ciondoli, ma ha sopratutto un ruolo ponderante nel tatuaggio.
Non a caso un tradizionalista difficilmente non avrà sul proprio corpo
un’ancora, stilizzata o decorata.
Si tratta di un simbolo nautico e marittimo, legata a doppio filo al
mare, dove esprime la sua compiuta funzione, l’ancora rappresenta ciò
che lega e fissa; è il mezzo con il quale la nave ottiene stabilità e
fermezza, come in un porto sicuro, così nel mare tempestoso; è, essa
sola, fallita la buona navigazione, oscurato il cielo di nubi e tra i
marosi, l’ultima speranza del marinaio sull’imbarcazione in balia dei
flutti capricciosi e crudeli.
Per i Latini l’ancora era già un punto fisso, qualcosa che immobilizza in mezzo agli elementi, scostanti ed imprevedibili, del mare come delle emozioni, e per essi, ancora, associata nel disegno, e legata, ad un delfino, diviene il simbolo della barriera, ciò che è capace di fermare ciò che è, invece, per sua natura veloce e mobile.
Non poteva essere altrimenti, data la potenza anche marittima di Roma e della consapevolezza che l’impero esiste anche grazie ad un semplice rostro su una nave.
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Fedeltà: l’ancora inamovibile, saldamente attaccata al suolo, e per questo motivo può essere associata sia ad amicizia sia ad amore e non è raro vederla tatuata su una coppia che vive un amore particolarmente inteso.
Stabilità: l’ancora è anche simbolo di stabilità dato che fornisce un appiglio sicuro a qualcosa che per sua natura è sempre in movimento e si agitazione.
Per questi e tanti altri motivi, che vanno ricercati in ciò che ognuno di noi crede, la si troverà in chi si professa come punto fermo della vita di che gli sta intorno.
Per i Latini l’ancora era già un punto fisso, qualcosa che immobilizza in mezzo agli elementi, scostanti ed imprevedibili, del mare come delle emozioni, e per essi, ancora, associata nel disegno, e legata, ad un delfino, diviene il simbolo della barriera, ciò che è capace di fermare ciò che è, invece, per sua natura veloce e mobile.
Non poteva essere altrimenti, data la potenza anche marittima di Roma e della consapevolezza che l’impero esiste anche grazie ad un semplice rostro su una nave.
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Per ricapitolare in maniera schematica, l’ancora porta con sé i seguenti significati.
Sicurezza: l’ancora simboleggia la sicurezza offerta dalla terra ferma come unico strumento che garantisce alla nave di rimanere ferma nel mare agitato dalla tempesta.Fedeltà: l’ancora inamovibile, saldamente attaccata al suolo, e per questo motivo può essere associata sia ad amicizia sia ad amore e non è raro vederla tatuata su una coppia che vive un amore particolarmente inteso.
Stabilità: l’ancora è anche simbolo di stabilità dato che fornisce un appiglio sicuro a qualcosa che per sua natura è sempre in movimento e si agitazione.
Per questi e tanti altri motivi, che vanno ricercati in ciò che ognuno di noi crede, la si troverà in chi si professa come punto fermo della vita di che gli sta intorno.
lunedì 19 settembre 2016
Raccontare l’amore condividendo il simbolo dell’ancora
Stabilità, vita, legami: nel corso del tempo l’ancora
non poteva che diventare anche simbolo dell’amore. Quest’oggetto assume
spesso nelle sue rappresentazioni il significato di fedeltà:
l’ancora è saldamente attraccata al fondale marino e dona alla nave la
stabilità di cui ha bisogno. La stessa stabilità che due persone che si
amano riscoprono ogni giorno nella propria dolce metà.
Spesso le coppie innamorate scelgono di tatuarsi l’ancora come simbolo d’amore eterno. Oppure di portare dei gioielli decorati da questo simbolo marinaro dal significato profondo.
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Spesso le coppie innamorate scelgono di tatuarsi l’ancora come simbolo d’amore eterno. Oppure di portare dei gioielli decorati da questo simbolo marinaro dal significato profondo.
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lunedì 12 settembre 2016
Il simbolo dell’ancora come speranza
Inizialmente legata alla
salvezza e alla stabilità, l’ancora marina nel tempo è stata utilizzata
anche come simbolo per rappresentare messaggi e significati più ampi.
Nella tradizione Cristiana, per esempio, quest’oggetto ha ben presto
iniziato a rappresentare la speranza rivolta verso il futuro: l’ancora come simbolo di una vita felice e luminosa.
Un significato da regalare a una persona importante nella nostra vita, per augurare il meglio in un’occasione importante. Scegli un gioiello della collezione per un uomo speciale a cui vuoi donare una vita ricca di avventure.
lunedì 5 settembre 2016
L’ancora marina, simbolo di legame profondo
Un legame saldo, profondo, resistente e invincibile:
ecco uno dei significati più belli e profondi che questo simbolo porta
con sé. Questo oggetto nasce con l’originaria funzione di legare la nave
al fondale marino, regalandole la stabilità necessaria a renderla
sicura per chi vi è a bordo. Nel corso del tempo l’ancora è naturalmente
diventata la perfetta rappresentante dei legami forti, sicuri e
importanti.
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Ecco perché regalare un gioiello decorato con un’ancora è un gesto importante, da dedicare all’uomo amato, a un fratello, al papà. Il gioiello perfetto per un uomo che rappresenta un punto saldo nella tua vita
Sicuramente saprai che l’ancora marina, riveste ancora oggi un ruolo fondamentale nell’arte della navigazione. Del resto, fin dall’antichità fu considerata uno dei principali simboli del mare, un vero e proprio simbolo di salvezza.
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Ecco perché regalare un gioiello decorato con un’ancora è un gesto importante, da dedicare all’uomo amato, a un fratello, al papà. Il gioiello perfetto per un uomo che rappresenta un punto saldo nella tua vita
Sicuramente saprai che l’ancora marina, riveste ancora oggi un ruolo fondamentale nell’arte della navigazione. Del resto, fin dall’antichità fu considerata uno dei principali simboli del mare, un vero e proprio simbolo di salvezza.
lunedì 29 agosto 2016
Toscano Snuffer : come Funziona
Quanti problemi con il nostro sigaro acceso, quando bisogna spegnerlo per accedere in auto, in locali con divieto o esaurita la voglia.
Come spegnerlo non in modo rudimentale slabbrandone la foglia esterna che alla riaccensione provoca fiammate e scintille che bucano abiti e sedute?
Dove riporlo senza che gli odori emanati anche da spento non impregnino abiti e disturbino chi ci è intorno? Il Toscano-Snuffer Spegnisigaro
è la soluzione di questi problemi Per spegnerlo immediatamente: scuotete solo la ceneree riponete il sigaro acceso con la brace rivolta in giù nel Toscano-Snuffer Spegnisigaro chiudendo il tappo a tenuta stagna. Si spegnerà senza fuoriuscita di fumo ed odori.
Per riprendere la fumata: tolto il tappo ermetico, il sigaro verrà sospinto fuori per essere preso qualunque sia la sua lunghezza residua. Nel riaccenderlo, non avendolo spento slabbrandone brace e foglia non provocherà scintille e fiammate che bucano abiti e sedute.
Per il buon funzionamento e durata del Toscano-Snuffer Spegnisigaro, si raccomanda la sostituzione della Capsula Anticondensa quando è esaurita, passato il suo colore dal Bianco al Marrone Scuro.
Come spegnerlo non in modo rudimentale slabbrandone la foglia esterna che alla riaccensione provoca fiammate e scintille che bucano abiti e sedute?
Dove riporlo senza che gli odori emanati anche da spento non impregnino abiti e disturbino chi ci è intorno? Il Toscano-Snuffer Spegnisigaro
è la soluzione di questi problemi Per spegnerlo immediatamente: scuotete solo la ceneree riponete il sigaro acceso con la brace rivolta in giù nel Toscano-Snuffer Spegnisigaro chiudendo il tappo a tenuta stagna. Si spegnerà senza fuoriuscita di fumo ed odori.
Per riprendere la fumata: tolto il tappo ermetico, il sigaro verrà sospinto fuori per essere preso qualunque sia la sua lunghezza residua. Nel riaccenderlo, non avendolo spento slabbrandone brace e foglia non provocherà scintille e fiammate che bucano abiti e sedute.
Per il buon funzionamento e durata del Toscano-Snuffer Spegnisigaro, si raccomanda la sostituzione della Capsula Anticondensa quando è esaurita, passato il suo colore dal Bianco al Marrone Scuro.
lunedì 22 agosto 2016
Mister ZIPPO
George Blaisdell aveva una sala da ballo sulla collina di Bradford, in
Pennsylvania; una sera, uscendo sul terrazzo a fumare, avvertì nell’aria
un acre odore di benzina e notò un amico che armeggiava con un rozzo e
pacchiano accendino di ottone arrugginito di origine austriaca.
«Possibile», disse George ridendo, «che un elegantone come te debba usare un aggeggio del genere? Perché non ti compri un accendino decente?»
«Perché questo funziona!», rispose l’altro accendendosi la sigaretta e smorzando la sua risata.
Mister Blaisdell si affrettò a comprare i diritti di esclusiva per gli USA di quello sconosciuto brevetto austriaco. Decise di realizzarlo in acciaio cromato anziché in ottone, ne migliorò il funzionamento e l’aspetto, dotandolo di una leva a scatto sull’apertura e di una forma rettangolare al posto di quella stondata del prototipo.
Nel 1932 la sala da ballo della collina di Bradford chiuse e divenne il capannone della Zippo Manufacturing Company. Lo Zippo entrava nel mercato americano al costo di un dollaro.
George sarebbe diventato per sempre “mister Zippo”, chiamò così il suo accendino dal nome popolare di un altro brevetto che stava riscuotendo grande successo: la chiusura lampo, detta anche ZIP.
Il suo prodotto sarebbe rimasto fondamentalmente invariato fino ai giorni nostri: una carrozzeria cromata con coperchio a cerniera, apribile e richiudibile con un movimento semiautomatico; un’anima interna riempita da cinque strati di ovatta attraversati da uno stoppino che fuoriesce sulla cima, accanto ad una pietrina che ne scaturisce l’accensione previo sfregamento di una piccola ruota segata a scanalature. Sulla carrozzeria di ogni accendino, sul lato inferiore, accanto al logo “ZIPPO” e alla scritta “Bradford, PA, MADE IN USA” sono incisi lettere e numeri; una diffusa leggenda metropolitana sostiene che il numero identifichi la qualità dell’accendino: è una cazzata, i numeri corrispondono semplicemente all’anno di produzione e la lettera al mese.
Quando a quattordici anni comprai il mio primo Zippo mi sembrò abbastanza costoso; ma più tardi mi resi conto che in realtà era un’invenzione rivoluzionaria che, rispetto agli accendini da tavolo in alabastro di mio nonno o a quelli d’oro marchiati Dupont e Cartier di mio padre, aveva fornito una valida alternativa a chiunque non potesse permettersi tali accessori da gioielleria. Perché gli accendini, per una legge non scritta, sono oggetti ineluttabilmente destinati a cadere per terra: un lussuoso accendino a gas, la cui carica è già di per sé costituzionalmente destinata a una durata inferiore, rischia così di vedere danneggiata la sua delicata valvola e di diventare inefficiente. Uno Zippo invece può anche essere lanciato dal decimo piano senza che il suo funzionamento ne sia compromesso.
In un vecchio episodio della serie Alfred Hitchcock presenta un giovane e sconosciuto Steve McQueen veniva sfidato da Peter Lorre a una singolare scommessa: se fosse riuscito ad accendere per dieci volte di seguito lo Zippo di cui era tanto orgoglioso avrebbe vinto l’auto di lusso dell’altro, ma se avesse fatto cilecca si sarebbe fatto amputare un dito. L’episodio è stato anche ripreso in chiave grottesca da Quentin Tarantino in Four rooms, ma lo ricordo soprattutto perché coglieva la vera natura dell’accendino: popolare e allo stesso tempo prezioso, un gadget “per tutti” ma contemporaneamente un oggetto “per sempre”.
Un’altra leggenda metropolitana vuole che lo Zippo fosse nato come accessorio dato in dotazione all’esercito americano: è un’altra bufala. Vero invece che durante la II Guerra Mondiale, quando in America gli Zippo erano già molto diffusi, la vendita degli accendini fu temporaneamente sospesa al pubblico per riservarne l’intera produzione alle forze armate al fronte.
George era furbo e lungimirante: per risparmiare sui costi fece realizzare gli accendini destinati all’esercito in finitura nera anziché cromata. Aveva ben presente che il suo Zippo era ormai un simbolo, non solo agli occhi dei soldati lontani da casa, ma anche del pubblico di quei paesi stranieri in cui erano di stanza. L’apparizione dello Zippo in numerosi film avrebbe contribuito a esportarne la fama. Al termine della guerra Blaisdell decise di produrre uno Zippo commemorativo della resa incondizionata del Giappone con la firma del Generale Douglas Mac Arthur. Questa serie limitata è oggi tra le più quotate tra i collezionisti.
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«Perché questo funziona!», rispose l’altro accendendosi la sigaretta e smorzando la sua risata.
Mister Blaisdell si affrettò a comprare i diritti di esclusiva per gli USA di quello sconosciuto brevetto austriaco. Decise di realizzarlo in acciaio cromato anziché in ottone, ne migliorò il funzionamento e l’aspetto, dotandolo di una leva a scatto sull’apertura e di una forma rettangolare al posto di quella stondata del prototipo.
Nel 1932 la sala da ballo della collina di Bradford chiuse e divenne il capannone della Zippo Manufacturing Company. Lo Zippo entrava nel mercato americano al costo di un dollaro.
George sarebbe diventato per sempre “mister Zippo”, chiamò così il suo accendino dal nome popolare di un altro brevetto che stava riscuotendo grande successo: la chiusura lampo, detta anche ZIP.
Il suo prodotto sarebbe rimasto fondamentalmente invariato fino ai giorni nostri: una carrozzeria cromata con coperchio a cerniera, apribile e richiudibile con un movimento semiautomatico; un’anima interna riempita da cinque strati di ovatta attraversati da uno stoppino che fuoriesce sulla cima, accanto ad una pietrina che ne scaturisce l’accensione previo sfregamento di una piccola ruota segata a scanalature. Sulla carrozzeria di ogni accendino, sul lato inferiore, accanto al logo “ZIPPO” e alla scritta “Bradford, PA, MADE IN USA” sono incisi lettere e numeri; una diffusa leggenda metropolitana sostiene che il numero identifichi la qualità dell’accendino: è una cazzata, i numeri corrispondono semplicemente all’anno di produzione e la lettera al mese.
Quando a quattordici anni comprai il mio primo Zippo mi sembrò abbastanza costoso; ma più tardi mi resi conto che in realtà era un’invenzione rivoluzionaria che, rispetto agli accendini da tavolo in alabastro di mio nonno o a quelli d’oro marchiati Dupont e Cartier di mio padre, aveva fornito una valida alternativa a chiunque non potesse permettersi tali accessori da gioielleria. Perché gli accendini, per una legge non scritta, sono oggetti ineluttabilmente destinati a cadere per terra: un lussuoso accendino a gas, la cui carica è già di per sé costituzionalmente destinata a una durata inferiore, rischia così di vedere danneggiata la sua delicata valvola e di diventare inefficiente. Uno Zippo invece può anche essere lanciato dal decimo piano senza che il suo funzionamento ne sia compromesso.
In un vecchio episodio della serie Alfred Hitchcock presenta un giovane e sconosciuto Steve McQueen veniva sfidato da Peter Lorre a una singolare scommessa: se fosse riuscito ad accendere per dieci volte di seguito lo Zippo di cui era tanto orgoglioso avrebbe vinto l’auto di lusso dell’altro, ma se avesse fatto cilecca si sarebbe fatto amputare un dito. L’episodio è stato anche ripreso in chiave grottesca da Quentin Tarantino in Four rooms, ma lo ricordo soprattutto perché coglieva la vera natura dell’accendino: popolare e allo stesso tempo prezioso, un gadget “per tutti” ma contemporaneamente un oggetto “per sempre”.
Un’altra leggenda metropolitana vuole che lo Zippo fosse nato come accessorio dato in dotazione all’esercito americano: è un’altra bufala. Vero invece che durante la II Guerra Mondiale, quando in America gli Zippo erano già molto diffusi, la vendita degli accendini fu temporaneamente sospesa al pubblico per riservarne l’intera produzione alle forze armate al fronte.
George era furbo e lungimirante: per risparmiare sui costi fece realizzare gli accendini destinati all’esercito in finitura nera anziché cromata. Aveva ben presente che il suo Zippo era ormai un simbolo, non solo agli occhi dei soldati lontani da casa, ma anche del pubblico di quei paesi stranieri in cui erano di stanza. L’apparizione dello Zippo in numerosi film avrebbe contribuito a esportarne la fama. Al termine della guerra Blaisdell decise di produrre uno Zippo commemorativo della resa incondizionata del Giappone con la firma del Generale Douglas Mac Arthur. Questa serie limitata è oggi tra le più quotate tra i collezionisti.
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lunedì 15 agosto 2016
Gli accendini Zippo con la Seconda Guerra Mondiale?
Un anno dopo il devastante attacco subito a Pearl
Harbor e che sancì l'ingresso del paese nel secondo conflitto mondiale,
la guerra cambiò anche quella che era l'attività della "Zippo
Manufacturing Company": venne infatti meno la produzione di accendini
che venivano poi venduti ai civili e venne implementata la produzione solo ed esclusivamente indirizzata alle forze armate a stelle e strisce impegnate sui vari fronti di guerra.
Questo
fu un passaggio fondamentale per rendere questo piccolo oggetto un vero
e proprio simbolo della cultura americana: questo fu possibile grazie
alla produzione su larga scala e agli accordi che la casa produttrice
prese con i vertici delle forze armate.
E si può
dire che la guerra aumentò il mito della indistruttibilità di questo
accendino, anche se Blaisdell, che alla fine era comunque pur sempre un
imprenditore, decise che gli Zippo destinati ai soldati al fronte
fossero fatti con materiali diversi da quelli che solitamente venivano prodotti e venduti normalmente.
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Una curiosità legata al periodo della guerra è quella legata all'idea, sempre di Blaisdell, di mettere in produzione una serie limitata con incisa la firma dI Mac Arthur, il generale a cui storicamente si deve la resa delle forze armate giapponesi. Oggi questa "limited edition" è tra quelle più ricercate dai collezionisti ed ovviamente tra le più costose.
Finita la guerra, Blaisdell ricominciò la propria attività per rendere lo Zippo un oggetto irrinunciabile per qualsiasi americano: siamo nel 1947 e comincia una massiccia campagna pubblicitaria in tutti gli Stati Uniti e caratterizzata da una autovettura che trasporta delle riproduzioni di Zippo che misurano più di due metri in altezza.
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Una curiosità legata al periodo della guerra è quella legata all'idea, sempre di Blaisdell, di mettere in produzione una serie limitata con incisa la firma dI Mac Arthur, il generale a cui storicamente si deve la resa delle forze armate giapponesi. Oggi questa "limited edition" è tra quelle più ricercate dai collezionisti ed ovviamente tra le più costose.
Finita la guerra, Blaisdell ricominciò la propria attività per rendere lo Zippo un oggetto irrinunciabile per qualsiasi americano: siamo nel 1947 e comincia una massiccia campagna pubblicitaria in tutti gli Stati Uniti e caratterizzata da una autovettura che trasporta delle riproduzioni di Zippo che misurano più di due metri in altezza.
Quella
che viene subito definita la "Zippo Mobile" si rivela essere una grande
idea. Attualmente una sua riproduzione fedele in ogni singolo elemento
fa su e giù per tutto gli USA, "presenziando" a vari eventi che ancora
oggi si svolgono per tenere alto il nome e il marchio.
Due anni dopo l'idea della campagna pubblicitaria itinerante arriva l'apertura di un'altra fabbrica adibita alla produzione dello Zippo. La scelta caddè sul Canada. Sembrerà strano, ma ancora oggi questa e quella aperta a Bradford sono le due uniche fabbriche del gruppo. Purtroppo quella canadese ha dovuto abbassare la saracinesca quattordici anni fa.
Due anni dopo l'idea della campagna pubblicitaria itinerante arriva l'apertura di un'altra fabbrica adibita alla produzione dello Zippo. La scelta caddè sul Canada. Sembrerà strano, ma ancora oggi questa e quella aperta a Bradford sono le due uniche fabbriche del gruppo. Purtroppo quella canadese ha dovuto abbassare la saracinesca quattordici anni fa.
Nella
seconda metà degli anni '50, precisamente nel 1956, arriva un nuovo
modello, denominato "Slim". La sua caratteristica principale si
concretizza in un profilo più stretto e il tutto è studiato per venire
incontro ai gusti femminili.
Passano due anni ed arriva l'idea del marchio che certifichi l'autenticità dell'accendino. Tale codice, che altro non è che l'anno di produzione, si trova oggi su ogni esemplare. Se inizialmente questa fu una scelta detta da motivi di natura pratica, oggi come oggi risulta molto importante per chi di questo oggetto ha fatto un oggetto da collezione.
Passano due anni ed arriva l'idea del marchio che certifichi l'autenticità dell'accendino. Tale codice, che altro non è che l'anno di produzione, si trova oggi su ogni esemplare. Se inizialmente questa fu una scelta detta da motivi di natura pratica, oggi come oggi risulta molto importante per chi di questo oggetto ha fatto un oggetto da collezione.
La
guerra, e arriviamo agli anni '60, si incontra ancora con lo Zippo. Il
conflitto è quello del Vietnam e sono più di 200 mila gli esemplari
prodotto per i giovani soldati americani spediti nell'inferno
vietnamita. L'accendino diventa non solo un modo per sentirsi a casa, ma
anche un salvavita, come ad esempio per un soldato di nome Andreas
Martinez che colpito da un proiettile si salvò grazie allo Zippo che
teneva nel taschino. Grazie a questo incredibile evento Zippo e Martinez
finirono addirittura sulla copertina di "Life".
lunedì 8 agosto 2016
Zippo: dal 1932 l'accendino che ha fatto storia
E' uno degli oggetti più conosciuti al mondo e ancora
oggi, a quasi 100 anni dalla sua nascita, è in produzione e risulta tra
gli oggetti più ricercati dai fumatori.
Stiamo parlando dello Zippo:
un vero e proprio oggetto di culto che è riuscito ad entrare
nell'immaginario collettivo, diventando oggetto di collezionismo per cui
si è disposti a spendere cifre incredibili.
Ma
qual'è la storia di questo accendino, conosciuto in tutto il mondo e
che con il tempo è diventato non solo icona del sogno americano, ma vero
e proprio protagonista anche di scene entrate nella storia del cinema?
La sua storia è assai particolare e curiosa.
Quest'anno
sono 84 anni dalla sua nascita, eppure questo oggetto mantiene intatto
il proprio fascino ed è riuscito a superare intatto anche il passaggio
al ventunesimo secolo, riuscendo a non rinunciare alla necessità di restare al passo con i tempi che cambiano.
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Sicuramente lo Zippo arriverà in perfetta forma ai suoi primi 100 anni: scopriamo assieme qual è la sua storia e alcune curiosità ad esso legate.
La
sua creazione si deve a Geore G. Blaisdell. L'idea non fu però tutta di
questo imprenditore americano, che mai probabilmente avrebbe ritenuto
possibile di "passare alla storia" e di essere ancora oggi noto in tutto
il mondo.
Blaisdell si trovava in un locale di
Bradford, cittadina dello stato americano della Pennsylvania,
precisamente in una sala da ballo di sua proprietà. La sua attenzione si
poggiò su un amico, che cercava di far funzionare un accendino fabbricato nella lontana Austria.
L'accendino
ha un aspetto tutt'altro che bello da vedere e basta una semplice
caduta per provocargli un danno al suo rivestimento in metallo. Tuttavia
quello che colpisce Blaisdell è il fatto che funzioni in qualunque
condizione atmosferica, compresa quella di vento sostenuto.
Anni
dopo, raccontando il suo primo incontro con quello che grazie al suo
intervento sarebbe diventato lo "zippo", Blaisdell raccontò come
inizialmente aveva preso in giro il suo amico, che cercava di far
funzionare quello che per lui non era altro che un poco elegante
accendino di fabbricazione straniera.
Tuttavia Blaisdell rimase di stucco quando, dopo avergli
scherzosamente chiesto come mai non avesse mai pensato di procurasi un
accendino di buona qualità, si sentì rispondere che il motivo molto
semplice per cui non si dannava a cercare un nuovo accendino era perchè
quello, pur essendo poco piacevole alla vista, "funzionava sempre e non
si rompeva mai". Blaisdell ci pensò su e dopo poco tempo decise di far propri i diritti sul territorio americano per quello che all'epoca era ancora un oggetto sconosciuto nella maggior parte non solo degli Stati Uniti, ma anche di tutto il mondo occidentale.
Fu così che nel 1932 il "papà" dello
Zippo decise di mandare in pensione la propria sala da ballo e di
adibire quello spazio, fino ad allora votato al divertimento, a
capannone dove cominciare la produzione di questo che oggi è un oggetto di culto.
Nacque
così la prima fabbrica della "Zippo Manufacturing Company". Blaisdell
apportò alcune modifiche al modello originale: come materiale esterno
optò per l'acciaio cromato rispetto all'ottone.
Cosa
ancora più importante, grazie all'aiuto di alcuni tecnici, riuscì a
renderne l'utilizzo più semplice. Questo fu possibile grazie
all'inserimento di una leva a scatto nella zona dell'apertura e alla
scelta di una forma diversa rispetto a quella presa in considerazione
nei primi studi condotti prima dell'inizio della produzione: qui si era
ipotizzata una forma assai diversa da quella rettangolare che poi è
diventata uno dei segni distintivi dello Zippo.
Nel
1932 prese il via la sua produzione, mentre l'anno successivo arrivò
anche il lancio sul mercato americano, ad un costo pari ad un dollaro e
novantacinque.
Agli amanti dello Zippo farà piacere sapere due cose: la prima relativa al motivo per cui questo accendino si chiama così e la seconda relativa al prototipo studiato inizialmente da Blaisdell.
Agli amanti dello Zippo farà piacere sapere due cose: la prima relativa al motivo per cui questo accendino si chiama così e la seconda relativa al prototipo studiato inizialmente da Blaisdell.
Zippo fu scelto direttamente da Blaisdell, il quale si ispirò ad una invenzione che ancora oggi fa parte della nostra vita: la cerniera a lampo "zipper".
Per chi invece volesse vedere il prototipo del primo accendino
progettato da Blaisdell, basterà recarsi in quello che quasi certamente è
l'unico museo interamente dedicato ad un accendino, ovvero il Zippo Museum, ovviamente sito a Bradford.
Sempre nel 1933, subito dopo il lancio sul mercato, venne messa in campo la garanzia a vita,
altro aspetto che rende unico questo prodotto. "Funziona o lo ripariamo
gratis", oltre ad essere un motto è anche una realtà: ancora oggi viene
infatti garantito il funzionamento ad infinitum di ogni Zippo
fabbricato e nel caso in cui vi si verifichi un guasto, si ha la
possibilità di farlo riparare direttamente dalla casa produttrice.
Il 1934 è un altro anno molto importante: nel maggio di quell'anno e precisamente il 17 maggio ha luogo la richiesta ufficiale per far registrare, per quanto riguardava il design, il brevetto originale. La pratica si concluse circa due anni dopo, nel marzo del 1936 il brevetto venne infatti depositato. Da allora sono passati 80 anni e se si eccettuano i cambiamenti apportati per rendere più efficiente la rotella di accensione e altre piccole modifiche, il design di questo oggetto è ancora oggi quello del primissimo esemplare uscito dalla fabbrica.
Il 1934 è un altro anno molto importante: nel maggio di quell'anno e precisamente il 17 maggio ha luogo la richiesta ufficiale per far registrare, per quanto riguardava il design, il brevetto originale. La pratica si concluse circa due anni dopo, nel marzo del 1936 il brevetto venne infatti depositato. Da allora sono passati 80 anni e se si eccettuano i cambiamenti apportati per rendere più efficiente la rotella di accensione e altre piccole modifiche, il design di questo oggetto è ancora oggi quello del primissimo esemplare uscito dalla fabbrica.
lunedì 25 luglio 2016
Le pietre da whisky sono il gadget per veri duri
Il modo perfetto per godersi un whisky bello freddo dopo cena è uno solo: le pietre da whisky.
Direttamene dal Vermont - Stati Uniti - Whisky Stones è il prodotto perfetto da aggiungere al vostro bicchiere di whisky. A cui non si dovrebbe rinunciare mai, nemmeno d'estate.
Vi basterà metterne qualcuna in freezer almeno quattro ore prima di bere il whisky - che, date le temperature, supponiamo sia dopocena - per gustare il vostro whisky bello freddo.
La quantità di pietre da whisky consigliata è 3 cubetti a bicchiere.
Lasciate decantare le pietre nel whisky per cinque minuti e agitate il bicchiere leggermente durante la degustazione. E il vostro whisky da veri duri è servito.
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Direttamene dal Vermont - Stati Uniti - Whisky Stones è il prodotto perfetto da aggiungere al vostro bicchiere di whisky. A cui non si dovrebbe rinunciare mai, nemmeno d'estate.
COME FUNZIONANO LE PIETRE DA WHISKY?
Molto semplice. Il kit base è composto da 9 pietre da whisky, ma sono disponibili diverse varianti, per tutti i gusti e tutte le tasche. Ogni pietra è riempita di liquido refrigerante, un po' come quello dei refrigeranti anni '90 che le nostre mamme mettevano nelle borse termiche da mare, ve li ricordate?Vi basterà metterne qualcuna in freezer almeno quattro ore prima di bere il whisky - che, date le temperature, supponiamo sia dopocena - per gustare il vostro whisky bello freddo.
La quantità di pietre da whisky consigliata è 3 cubetti a bicchiere.
Lasciate decantare le pietre nel whisky per cinque minuti e agitate il bicchiere leggermente durante la degustazione. E il vostro whisky da veri duri è servito.
https://www.dollaroshop.biz/risultati.aspx?keywords=cubetti+whisky&pls_go=Vai&box_left%24ctl00%24fld_risultati=0
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