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lunedì 1 giugno 2015

Windows 10 arriva il 29 luglio

Il nuovo sistema operativo di Microsoft arriverà in Italia (e in altri 189 Paesi) il 29 luglio, richiede 3GB di spazio. A partire da quella data potrà essere scaricato gratuitamente su pc e tablet dagli utenti delle versioni precedenti Windows 7 e 8.1 

La disponibilità del nuovo sistema operativo, ha precisato spiega Microsoft, sarà per pc e tablet. Gli utenti avranno un anno di tempo per effettuare il download di Windows 10, download che potranno prenotare a partire dal 1° giugno.   


La prenotazione, su cui stavano circolando alcune indiscrezioni, è stata confermata da Microsoft. Gli utenti stanno ricevendo una notifica che li informa sulle novità di Windows 10, dall'assistente personale digitale Cortana al ritorno del menu Start e al browser Edge, e consente di effettuare la prenotazione gratuita del download, che avrà un 'peso' di 3 gigabyte.    Secondo Terry Myerson, vicepresidente esecutivo di Microsoft, "con questo aggiornamento abbiamo voluto iniziare a rendere concreta la nostra visione di personal computing, una visione definita attraverso la protezione e il rispetto delle informazioni personali, le esperienze di mobility tra più dispositivi e le interazioni naturali con tutti i device Windows tra cui il comando vocale, gestuale, la scrittura e gli ologrammi".
 
Fonte: Rainews.it

Quanto si cammina a Expo?

Tanto, solo per fare il Decumano avanti e indietro ci vogliono almeno 40 minuti e a fine giornata avrete fatto anche dieci chilometri

Quando si legge in giro che Expo è grande un milione di metri quadri (per i milanesi: più o meno tre volte Parco Sempione) è facile capire che il sito è molto grande, ma è più difficile farsi un’idea esatta di quanto si camminerà all’interno mentre si visitano i padiglioni, si fanno le code per mangiare e si bighellona per fare fotografie. In generale, si cammina tanto: già solo partendo dall’uscita della metropolitana (con tunnel e rampe di arrivo all’ingresso) per entrare e fare tutto il Decumano fino in fondo – in pratica attraversando tutto Expo in lunghezza – sono un po’ più di 2 chilometri, e questo senza nessuna deviazione nei vari padiglioni o nei brevi percorsi laterali.
 
 
Quando si esce dalla fermata della metro rossa di Rho Fiera bisogna fare circa 300 metri per arrivare all’ingresso di Expo, poi ci sono altri 200 metri per arrivare all’inizio vero e proprio del Decumano, che da solo è lungo 1500 metri. Ci vogliono almeno venti minuti per fare tutto il Decumano, dall’inizio alla fine, di buon passo e senza fermarsi mai, fino alla Collina Mediterranea che segna la fine del sito dell’Esposizione (a seconda di quando visitate Expo non vi sarà facile andare di buon passo, perché non sarete soli per niente: e anche senza entrare nei padiglioni ci metterete almeno mezz’ora). Quindi già solo facendo avanti e indietro sulla via principale si camminano 3 chilometri e si impiegano più di quaranta minuti. Poi c’è da vedere il Cardo, la via che interseca il Decumano: qui ci vuole meno tempo, circa 10-12 minuti andata e ritorno perché sono soltanto 350 metri di lunghezza.

Ovviamente poi chi entra a Expo non va solo avanti e indietro sul Decumano: ci sono i padiglioni da visitare, le strade laterali da vedere, i cibi dei vari food truck da provare. Contando che, una volta superata la coda per entrare, in media si perdono 10-15 minuti per vedere ogni padiglione e che dentro spesso si cammina per vedere le varie attrazioni (in alcune nazioni ci sono filmati in cui ci si riesce a sedere per qualche minuto) si passa tutta la giornata in piedi. è facile quindi che impegnandosi in una intera giornata di visita, dalle 10 – ora di apertura – fino alle 11 di sera, si percorra almeno una decina di chilometri, se non di più: meglio mettersi delle scarpe comode e non portarsi zaini o borse troppo pesanti. Per chi è stanco, lungo il Decumano ci sono alcune panchine dove si può mangiare o anche solo riposarsi prima di ricominciare la visita, e altre aree di seduta sono disseminate un po’ ovunque.

Per chi invece vuole girare per i padiglioni, ma vuole risparmiarsi le lunghe camminate che servono soltanto per spostarsi, c’è la navetta interna gratuita: si chiama People Mover ed è subito all’esterno del perimetro di Expo. è un autobus da 25 posti circa che fa dieci fermate, distribuite nei punti principali del sito (l’ingresso, una all’altezza del Cluster del caffè, una all’ingresso del Cardo, due in fondo al sito, una vicino all’Albero della Vita, una vicino al Cluster delle Spezie, una vicino a Cascina Triulza e l’ultima di fianco al Media Center), si sposta in senso orario e il tempo di attesa è di circa 5-7 minuti.
 
Fonte: ilpost.it

domenica 3 maggio 2015

Expo 2015, la domanda è: a che serve?

Mentre nel mondo la terza guerra mondiale miete vittime e produce la più grande migrazione nella storia dell’umanità e l’Europa è ancora in piena crisi finanziaria, a Milano gli italiani celebrano il cibo. E lo fanno in un contesto tipicamente nostrano sullo sfondo di scandali, corruzione, speculazioni edilizie selvagge e così via.


Nella grande abbuffata milanese non potevano mancare i volti celebri, le star della moda ed i politici di turno loro amici. Il tutto sotto la benedizione delle grandi multinazionali dell’alimentazione e del fast-food, dalla Coca Cola a McDonald. Persino Slow Food, un tempo simbolo della semplicità mondo contadino, rischia di finire in questo tritacarne.

Ciononostante ci si meraviglia della contestazione -il No Expo -, e degli scontri di piazza. Questa è una manifestazione contestatissima perché costosissima, uno spreco in un momento in cui i soldi servirebbero a ben altro. Lo stesso ragionamento ha alimentato la contestazione poche settimane fa nei confronti dell’apertura della nuova sede della Banca centrale europea. La celebrazione della grande abbuffata del cibo globale e la costruzione della nuova cattedrale della finanza  europea sono completamente fuori luogo in un contesto di austerità dove ai pensionati europei sono state ridotte le pensioni, già da fame, ed i giovani sono destinati ad una vita magra da precari.

Queste contraddizioni sono frutto della polarizzazione sociale regalataci dall’economia neo-liberista, da una parte ci sono le élite, inclusa quella del cibo, ed i politici di turno che con loro si abbuffano, dall’atra parte c’è il resto della società, coloro che dovrebbero come tante formichine varcare i cancelli dell’Expo, per ammirare i tempi del cibo di paesi lontani.

A questo punto bisogna porsi alcune domande.

In un mondo globalizzato dove tutti sanno tutto degli altri, dove non esistono più misteri culinari e dove la cucina fusion ha portato in oriente cibi e spezie occidentali e viceversa, a che serve l’Expo del cibo? Anzi a che serve l’Expo come concetto di scoperta e scambio di innovazioni tra i popoli? Basta accendere uno smartphone per rendersi conto dell’inutilità di questi eventi, tutto ciò che desidero sapere o vedere è sempre a portata di mano e gratis ma se lo voglio acquistare o mangiare allora il portafoglio mi dice che non si può.

Seconda domanda: quante bocche avremmo potuto sfamare con i soldi spesi per questa vetrina di prodotti legati alla gastronomia, tutti privi di sorprese? E se questi soldi fossero stati risparmiati per combattere la fame nel mondo, oggi l’Italia e Milano avrebbero potuto usarli in Nepal per sfamare milioni di persone.

Certo i neoliberisti italiani obietterebbero che dar da mangiare ai terremotati nel Nepal non aumenta il Pil italiano mentre l’Expo…Tutta quella cementificazione intorno alla stazione Garibaldi, sostengono, ha fatto gravitare il valore degli immobili della zona, e poi c’è l’indotto del turismo, alberghi, ristoranti, taxi ecc. ecc., persino la corruzione fa bene al Pil, alla fine i soldi sono finiti nelle tasche di imprese italiane non nelle pance dei poveri. Peccato che questa favola non sia a lieto fine. Gli alberghi a Milano non sono pieni, i ristoranti non traboccano ed i prezzi degli appartamenti che si vendono sono sempre più bassi.

E quelle formichine umane che dovevano correre verso l’Expo non lo stanno facendo perché non hanno i soldi. Certo chi ci vuole credere a questa favola, chi ha bisogno di questa illusione, è libero di continuare a farlo.

Terza domanda: la riflessione sul cibo nel contesto del XXI secolo davvero non serve a nulla?  E la risposta è si, certo che serve, ed è importante ma va fatta in contesti completamente diversi.

A Verona il 1 maggio si è svolto un convegno organizzato dalle donne veronesi WE EXPO e dal MAG, un’iniziativa sociale attivissima sul territorio. Si è trattato di una sfida all’interno del carrozzone dell’Expo tutta femminile. E vi hanno partecipato anche contadine venete del movimento No Expo, aderenti al movimento mondiale Via Campesina, che rappresenta 400 milioni di piccole aziende, che sin dall’inizio ha preso le distanze dall’Expo di Milano.

Mentre a Milano si beveva Coca-Cola e si mangiavano hamburger di McDonald, a Verona si è parlato della dieta occidentale che ci uccide e dei costi altissimi da questa prodotti in termini di salute pubblica ed inquinamento del pianeta. Mentre a Milano si gustavano dolci di tutti i tipi, le contadine venete ci raccontavano come le multinazionali dell’agricoltura chimica hanno ridotto a tre le varietà di semi di granoturco. Chi il primo maggio degustava vini e prosecchi all’Expo non sapeva che i pesticidi di cui si serve l’agricoltura meccanicizzata stanno uccidendo le api, senza le quale il 40 per cento della produzione agricola mondiale scomparirà. Nessuno a Milano ha conosciuto Maria Teresa Padovani, un’artista che con una donazione di poche decine di euro ha dato da mangiare a 187 bambini dello Zambia.

Fortunatamente lontano dai riflettori, dai volti celebri e dalla politica esiste un movimento mondiale che vuole riconquistare il diritto al cibo sano e sfamare così chi ha fame, per ascoltare la sua voce basta accedere alla rete, è facile, rapido, e non bisogna acquistare nessun biglietto d’ingresso.
 
Fonte: ilfattoquotidiano.it

giovedì 30 aprile 2015

EXPO 2015, la moneta commemorativa da 2 euro

Il Dipartimento del Tesoro ha comunicato che dal 27 aprile 2015 ha corso legale la moneta commemorativa di Expo 2015 del valore di 2 euro.

La moneta è disponibile in versione Fior di Conio - e nella più preziosa versione Proof - e circolerà in tutti gli Stati membri anche come moneta ordinaria.
 
 
Viene quindi fornita una dettagliata descrizione della moneta: 

DRITTO: nel campo una composizione simboleggiante la fertilità della Terra: su un semicerchio, che indica la sfera
terrestre, un seme nutrito dall’acqua attende di germogliare;

sopra la Terra, un tralcio di vite, un ramoscello d’ulivo e una spiga nascono da un tronco d’albero;

ad arco, la scritta “NUTRIRE IL PIANETA”;

a sinistra, le iniziali del nome dell’autore Maria Grazia Urbani, “MGU”;

a destra, il monogramma della Repubblica Italiana, “RI”, ed “R”, identificativo della Zecca di Roma;

al centro, il logo di EXPO MILANO 2015;

in giro, le dodici stelle dell’Unione Europea

Le monete sono disponibili nella sezione e-commerce dell’IPZS.
 
 
fonte: Dipartimento del Tesoro

mercoledì 22 aprile 2015

Smalto: come farlo durare più a lungo

Lo smalto vi si scheggia dopo pochi giorni? Può dipendere da diversi fattori: dal modo in cui stendete il colore e dal tipo di prodotto utilizzato. Giancarlo Guccione, nail guru per CND Shellac e titolare del salone Runway The First di Milano, ci svela i segreti per ottenere una manicure a lunga tenuta.
PRENDITI CURA DELLE TUE CUTICOLE - Prima mossa: spingete indietro le cuticole con l'aiuto di un apposito bastoncino di legno, in modo che lo smalto risulti ben delineato e duri più a lungo. «Il mio consiglio è di tenere sempre un olio per le cuticole sul comodino e di applicarlo almeno una volta al giorno, prima di andare a dormire. In questo modo non avremmo neanche bisogno di tagliare le antiestetiche pellicine», afferma Guccione.
APPLICA UN BASE COAT - Prima di applicare lo smalto è bene stendere sempre (tranne nel caso di smalti particolari che non abbiano bisogno di base coat) una base protettiva sull'unghia pulita, asciutta e libera da ogni traccia di sporco. «Lo strato deve essere molto sottile e creare una stretta adesione con lo smalto che poi andremo ad applicare», spiega il nail artist.

SCEGLI LO SMALTO GIUSTO - Non importa che sia o meno a lunga durata: la cosa più importante è scegliere uno smalto con una consistenza che si sappia gestire. Se è molto liquido, ad esempio, ne servono in genere almeno tre passate. Non sottovalutate poi il pennello: se avete poco tempo da dedicare alla manicure potete scegliere uno smalto dal pennello molto largo: «In commercio ne esistono alcuni col pennello così largo che si applicano con una sola mano», svela l'esperto.

STENDI IL COLORE NEL MODO GIUSTO - In genere si parte con lo stendere un po' di colore sulla punta, poi lo smalto si passa dalla cuticola al centro dell'unghia e si stende fino alla punta, poi si copre il lato destro dell'unghia e infine quello sinistro. «Consiglio di stendere lo smalto in strati sottili (si asciuga più rapidamente e dura di più) e di applicare un po' più di colore sulla punta: è la parte dove si sgretola prima. Occhio a non fare troppe passate perché altrimenti lo smalto non riuscirà ad ottenere una tenuta perfetta».

TIENI IL TOP COAT A PORTATA DI MANO - Passate sullo smalto un top coat pensato per far durare più a lungo lo smalto: «Io consiglio top coat molto lucidi con una consistenza molto liquida», sottolinea Guccione. Tenetelo poi in borsetta e riapplicatelo all'occorrenza per ridare luminosità alla manicure.

USA I GUANTI PER LE FACCENDE DOMESTICHE - L'unghia è porosa, assorbe tutto quello che c'è all'esterno. Per questo motivo per salvaguardare la salute delle unghie, oltre che la tenuta dello smalto, è bene evitare il contatto con gli agenti aggressivi dei detersivi.

 
Fonte : Oggi.it

sabato 11 aprile 2015

Nail art dal sapore parigino

Una nuova nuance rosa pastello per vivere tutta la dolcezza della primavera sulle mani

Un colore che evoca il sapore di pasticcini e confetti dedicati alle donne. Una tinta naturale e delicata che inaugura l’arrivo della primavera e il desiderio di apparire femminili senza trascurare l’eleganza. Estrosa, l’azienda riminese specializzata in prodotti per la manicure, presenta Paris, il nuovo smalto semipermanente dalla nuance rosa pastello.

Paris fa parte dell’ultima collezione Estrosa ispirata alle grandi metropoli più in voga negli ultimi anni. Dopo Milano e New York, il nuovo prodotto lanciato questa primavera soddisfa il desiderio di chi vuole apparire moderna e internazionale.

Estrosa propone una nail art ispirata alla Haute Couture parigina grazie al nuovo colore estremamente versatile che può essere utilizzato da solo per una manicure impeccabile e passe-partout, o per decorazioni esclusive in sintonia con la bella stagione. Ben si presta, infatti, come base per sfoggiare la propria creatività: da un bouquet fiorito a un vero e proprio inno all’alta moda ispirato all’intramontabile impuntura a rombi di Mademoiseille Coco.

Il nuovo smalto Gel Estrosa – effetto vetro della durata di ben tre settimane – è in vendita con pennellino ad applicazione rapida. Extra-brillanti, facili e veloci da applicare grazie alla texture fluida e morbida, gli smalti gel semipermanenti Estrosa hanno la resistenza di un gel UV. Colori ultra glam che regalano alle unghie un irresistibile effetto brillante.

Estremamente semplice il procedimento per ottenere una nail art ispirata al mondo Chanel: basta solo avere una mano ben ferma. Ecco i passi: dopo aver preparato l’unghia occorre stendere la base, il defence coat e, successivamente, applicare la nuova tonalità dello smalto semipermanente rosa pastello Paris. In un secondo momento, con un pennello fine da nail art creare il reticolato con linee ben precise usando il colore autolicidante nero. In ultimo, utilizzando una piccola quantità di lucidante applicare le borchiette color oro all’incrocio delle linee. Completare il procedimento catalizzando in lampada. Et voilà, les jeux sont faits!
 
fonte: stile.it

mercoledì 1 aprile 2015

Con Whatsapp adesso si può anche telefonare

Whatsapp ha aggiunto una nuova opzione per fare chiamate direttamente all’interno della sua applicazione – tramite il traffico dati o su WiFi – e quindi senza usare il classico sistema per telefonarsi offerto dagli operatori. Per ora la nuova funzione è disponibile solamente per Android e BlackBerry, ma entro poche settimane dovrebbe essere estesa anche a iOS, il sistema operativo degli iPhone. L’opzione è stata introdotta con un nuovo aggiornamento dell’applicazione: per ora non è stata resa ufficiale sul blog di Whatsapp, ma è comunque indicata in una nuova serie di FAQ dell’applicazione.
 
 
Come si telefona su Whatsapp
Per effettuare una chiamata all’interno di Whatsapp è sufficiente toccare l’icona del telefono in alto a destra all’interno di una chat con uno dei propri contatti. è stata anche aggiunta una nuova sezione “Chiamate” nella quale sono elencate le ultime telefonate effettuate tramite Whatsapp. Ogni telefonata viene gestita come una normale telefonata tramite rete cellulare, con la differenza che avviene dentro l’applicazione e senza usare la rubrica vera e propria del telefono. Naturalmente si possono solo effettuare chiamate con altre persone che hanno Whatsapp e per ora solo su Android e BlackBerry. Se si prova a chiamare qualcuno con un iPhone, viene avviata una normale telefonata.

Funziona?
Molti utenti hanno segnalato che per ora la nuova funzione delle chiamate di Whatsapp non funziona benissimo. La qualità dell’audio talvolta è molto bassa, capita che si senta il ritorno della propria voce e soprattutto che ci sia un ritardo di alcuni secondi tra chiamante e ricevente. L’opzione è del resto disponibile da poche ore ed è probabile che quelli di Whatsapp stiano prendendo le misure.

Siti fasulli
Da qualche tempo siti come Whatsappchiamate.com promettono di attivare un’opzione per effettuare chiamate vocali tramite Whatsapp: siti di questo tipo rimandano in realtà a pagine e pagine di pubblicità online, alla fine delle quali non si può naturalmente attivare nulla. Quando la funzione è disponibile, diventa utilizzabile automaticamente nell’applicazione senza dovere fare nulla.

Numeri
Whatsapp è di proprietà di Facebook e ha circa 700 milioni di utenti che utilizzano regolarmente l’applicazione per scambiarsi messaggi. La possibilità di effettuare chiamate tramite Internet senza costi aggiuntivi rispetto a quelli per il traffico dati potrebbe incentivare ulteriormente l’utilizzo dell’applicazione, che se la deve vedere con la concorrenza di WeChat e di Line, che offrono servizi simili. Oltre ai 700 milioni di Whatsapp, Facebook può anche contare su circa 600 milioni di utenti che utilizzano la sua applicazione Messenger per scambiarsi messaggi attraverso il social network. Su Messenger è già disponibile da tempo un’opzione per telefonarsi all’interno dell’applicazione.
 
fonte: ilpost.it
 

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