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mercoledì 20 gennaio 2016

Perchè scegliere di fare l’onicotecnica


Quello del nail art è un lavoro che riscuote molto successo nel mondo femminile che a volte per vezzo, altre volte per porre rimedio ad alcuni problemi (come l'onicofagia), ricorrono sempre più spesso a questo tipo di applicazioni per sfoggiare delle mani costantemente in ordine e curate nel minimo dettaglio. 


L'attività di nail artist, rientra nella più ampia sfera di competenza dell'onicotecnica, ossia di quella professione che si occupa della cura delle unghie e della loro ricostruzione e decorazione. Lavorare in questo settore è tutt'altro che facile, ma andiamo per ordine e cerchiamo di fare un po' di chiarezza. 


Per capire come fare per realizzare il nostro sogno, dobbiamo analizzare i problemi esistenti , riferendoci alla figura professionale suindicata: l'onicotecnica.

Significato: Onicotecnico

Onicotecnico (dal greco onyx che vuol dire unghia) significa letteralmente tecnico delle unghie. Il termine designa il professionista esperto della ricostruzione e applicazione di unghie artificiali per pura finalità estetica. Non si tratta di una figura medica: nel caso di incidenti o problematiche di salute gravi o meno, l'intervento dell'onicotecnico non è contemplato. Le figure di riferimento per la cura piede sono il podologo, dermatologo e il chirurgo plastico. In Italia la figura dell'onicotecnico non è stata ancora riconosciuta a livello legislativo nazionale.

sabato 2 gennaio 2016

Ces 2016, le novità più attese


Da anni ormai, nei primi giorni di gennaio, facciamo le valigie e voliamo a Las Vegas. In questo periodo si tiene una delle più importanti fiere del settore e parte della nostra redazione si muove per seguire in diretta l'evento. Parliamo ovviamente del CES 2016 che, rispetto alle edizioni precedenti, punterà i riflettori su realtà virtuale, droni e automotive, tre categorie che hanno incuriosito il pubblico nel 2015 e dovrebbero invadere il mercato nei prossimi mesi.

La fiera però è anche molto altro: dà spazio a tutto quello che possiamo catalogare come "elettronica di consumo" quindi ci saranno notebook, PC, smartphone, indossabili, IoT, gadget curiosi ed ovviamente anche prototipi innovativi che rivedremo solo la prossima estate dopo un lungo periodo di test e sviluppo. Notebookitalia si concentrerà sul settore mobile, soprattutto computer portatili ed ibridi con tastiera, ma non perderà di vista il resto con approfondimenti e video hands-on sul campo.

Il CES 2016 parte ufficialmente il 6 gennaio e terminerà il 9 gennaio, ma per i giornalisti e blogger specializzati (quest'anno se ne aspettano più di 200 mila a Las Vegas), l'evento inizia prima con conferenze stampa, eventi "blindatissimi" e qualche incontro riservato. In sostanza, inizierete a leggere le prime novità dal Nevada già il 4 gennaio all'alba (considerate che ci sono 9 ore di fuso orario con l'Italia), per poi continuare con un ritmo serrato il 5 e 6 gennaio, giorni densi di appuntamenti ed annunci. Tutte le aziende si sono riservate un posto al CES 2016: Acer, Lenovo, Sony, Samsung, Nvidia, Intel, Qualcomm e così via.

Come seguirci? Le tante notizie in anteprima saranno disponibili sulla nostra pagina ufficiale "CES 2016", ma anche attraverso i nostri canali Facebook, Google+, Twitter e YouTube, dove potrete gustarvi tutti i nostri video dal vivo. Sui social network saranno disponibili anche dei liveblog per le principali conferenze stampa, foto curiose dentro e fuori la fiera e piccoli break nei padiglioni. Non ci resta che salutarvi e darvi appuntamento tra qualche ora, per i primi annunci. Rimanete sintonizzati. Noi ci contiamo.

sabato 12 dicembre 2015

Natale 2015 : Easy going.. Per chi non vuole osare

Rosso, glitter, dorato, argentato e simili non fanno per voi? Preferite una manicure più semplice ma che sia comunque d'effetto? Allora potete optare per qualcosa di molto raffinato e semplice, ma che al tempo stesso evochi il natale e che vi faccia entrare a pieno nel mood natalizio. Che idee ci sono per delle unghie semplici? Oltre ai classici nude con applicazioni, decorazioni e disegni vari, si può optare per una french manicure reverse con bianco, nero e qualche glitterino o per una semplice french con dei brillantini come accent nails. Insomma, le vostre unghie saranno ordinate senza eccedere troppo!

Fonte: Glamour.it 







venerdì 11 dicembre 2015

Natale 2015 : Che Glitter sia ...

Pagliuzze, glitter, brillantini, smalti effetto sabbia glitterati.. Chi più ne ha, più ne metta! Il periodo delle festività natalizie, è quello più adatto per osare con brillantini e glitter, non c’è festività migliore (insieme al Capodanno) per poter utilizzare tutti questi sbrilluccichi che piacciono tanto a noi donne!
Che siano unghie tutte glitterate, french manicure, accent manicure o qualche brillantino sporadico, si sa che i glitter fanno festa! Quindi.. Osate!!


Fonte : Glamour.it 







giovedì 10 dicembre 2015

Natale 2015 : Per unghie sfisticate...

Se il classico rosso vi ha stufate o semplicemente volete delle unghie più sofisticate e non ovvie, tantissime sono le idee per cambiare aspetto alle vostre mani. Oltre a delle decorazioni e ghirigori più particolari, si possono anche usare colori diversi in combo come ad esempio il blu-argento o blu-oro, un bel oro rosa con decorazioni tone sur tone o dorate o un sofisticatissimo nero abbinato a glitter, brillantini o smalti sui toni dell’argento o del platino. 

Fonte: Glamour.it






mercoledì 9 dicembre 2015

Natale 2015 : A tutto Rosso!

Il mese di Dicembre è entrato già da un paio di giorni e l’atmosfera natalizia è sempre più presente in tutte le città del mondo. Tra giocate a carte, preparazione ai cenoni di natale, regali e molto altro, si pensa anche a come ci si dovrà vestire e truccare per il cenone del 24 Dicembre. Voi avete già pensato a come vi vestirete e truccherete? E alle unghie, ci avete pensato? Se la risposta è no, tranquille.. Ci penso io! Ecco qualche idea per le vostre unghie natalizie 2015.

Fonte Glamour.it










mercoledì 4 novembre 2015

Expo 2015, ma quanto ha reso davvero?

Pochi stranieri, molti lombardi e un target di visitatori raggiunto a costo di forti sconti sui biglietti. Expo 2015 ha evitato il peggio grazie alla dedizione di chi ci ha lavorato. Rispetto alle aspettative, però, i benefici economici sembrano molto ridotti. E Roma 2024 merita una riflessione.
 
 
Aspettative e realtà di Expo

L’Expo 2015 ha chiuso i battenti, con ampia soddisfazione dei molti che l’hanno visitata, una macchina organizzativa funzionante e un target di visitatori apparentemente raggiunto. Il lavoro svolto con dedizione dall’équipe di Expo ha consentito all’Italia di evitare la figuraccia che diversi avevano temuto.

Cosa possiamo dire invece dei benefici economici? Già in fase di candidatura avevo espresso i miei dubbi sulle aspettative che si erano delineate. Le previsioni prospettavano, infatti, importanti ricadute in termini di spesa dei visitatori: 3,5 miliardi destinati ad attivare da 4 (Certet 2010) a 4,3 miliardi di valore aggiunto (Sda 2013); un contributo al Pil complessivo per l’Italia da 10 (Sda) a 30 miliardi (Certet).

Pur mettendo da parte qui le critiche metodologiche formulate in altre sedi, possiamo ora valutare le stime di previsione alla luce di alcuni risultati preliminari di un nostro studio, basato su una raccolta dati realizzata tra i visitatori di Expo.

Per quanto riguarda la biglietteria, l’attenzione si è focalizzata sul superamento della soglia dei 20 milioni. Tuttavia, oltre alla discussa trasparenza dei dati, si è assistito a uno slittamento fra obiettivo in termini di visitatori e quello in termini di visite (da 24 a 29 milioni nel dossier di registrazione). E l’obiettivo delle presenze ha sostituito quello del ricavo, con numerosi sconti. Le previsioni erano di ricavi per 520 milioni di euro con 29 milioni di visite (prezzo 2015, p. 364 del dossier di candidatura), con tariffa piena a 42 euro e “prezzo medio di 18 euro” (cap. 13) – ipotesi sostanzialmente confermata nel dossier di registrazione (p. 417) nonostante le mutate condizioni economiche.

La variabile chiave per sapere se gli obiettivi sono stati raggiunti sarà dunque il ticket medio – di cui finora si è poco discusso.

Più importante della biglietteria è però la spesa addizionale dei visitatori. La Lombardia è probabilmente quella che ha guadagnato di più da Expo, perché ha attivato flussi delle altre regioni. Ma per l’Italia nel suo complesso? Su questo punto, si possono esprimere varie perplessità. In primis, la proporzione di stranieri è stata inferiore a quella prevista. Risultati preliminari indicano un 16 per cento di stranieri (soprattutto francesi e svizzeri) contro previsioni tra il 20 e il 30 per cento, secondo un’indagine Eurisko del 2013. I non-europei, cinesi o altri, raggiungono quote insignificanti. L’Expo ha per lo più captato domanda nazionale o addirittura regionale (38 per cento di lombardi) e non i flussi internazionali. Ancor più importante è il fatto che, nei benefici, deve essere contabilizzata solo la componente addizionale della domanda, ovvero chi non sarebbe venuto in Italia senza l’Expo (o chi ha prolungato il suo viaggio in Italia per la manifestazione).

Esistono diversi metodi utilizzati in ambito internazionale per valutare tali fenomeni. Sulla loro base, il nostro studio mostra che solo il 50,5 per cento delle presenze straniere (e l’1 per cento di quelle italiane) appaiono addizionali. Mentre la spesa addizionale sarebbe di 960 milioni di euro per gli stranieri e di non più di 30 milioni per gli italiani, per un totale stimabile in circa 1 miliardo, con effetti indiretti e indotti fino a 1,36 miliardi di valore aggiunto, contro i 4 pronosticati. Ai risultati ridotti rispetto alle aspettative della spesa privata, si aggiungono poi interrogativi sugli effetti rispetto alla spesa pubblica, che pure dovranno essere approfonditi.

Il beneficio economico dei visitatori dell’Expo si riassumerebbe dunque negli 1,3 miliardi di valore aggiunto generati dalla spesa turistica addizionale. Potrebbe apparire come un buon risultato, ma si tratta di un impatto lordo da confrontare con il costo sostenuto e un bilancio economico realistico sfida le facili interpretazioni. Già la nozione di costo dell’evento non è univoca: non ci sono infatti solo i costi d’organizzazione, si possono considerare anche gli investimenti per il sito o per le opere connesse; oppure, come purtroppo si fa raramente, aggiungere tutti i costi nascosti di tali eventi, come sicurezza, esenzioni fiscali concesse per l’evento e altri ancora.

Il dopo Expo

Anche i benefici post Expo sono in forse. Se si guarda a numerosi megaeventi passati, l’impatto sul turismo è incerto. Stessa cosa per l’investimento diretto estero. Per non parlare dell’aumento dei prezzi immobiliari, prospettato da diversi studi (Certet 2010, Sda 2013) come un beneficio dell’Expo, ma del quale sarà difficile convincere i milanesi.

Grazie all’impegno di chi ci ha lavorato, l’Expo, è stato un discreto successo, almeno in termini operativi e di immagine. Tuttavia, il beneficio economico appare difficile da stabilire: i flussi economici addizionali sono inferiori a quelli previsti, mentre i costi reali sono di difficile quantificazione. L’impatto lordo è comunque molto inferiore (fino al 95 per cento) a quello prospettato in fase di preparazione.

Non appare comunque una chiara appetibilità economica di questo tipo di eventi. Purtroppo, in questi casi l’analisi economica produce spesso studi “di circostanza”, commissionati dagli organizzatori, che, anche quando realizzati in buona fede, tendono a sopravalutare i benefici. Una situazione che deve far riflettere, anche in vista di future candidature come quella alle Olimpiadi con Roma 2024.

sabato 31 ottobre 2015

Expo, tutti i numeri di Milano 2015

(ANSA) - MILANO, 31 OTT - In 184 giorni, 21,5 milioni di visitatori da 140 Paesi. Sono i numeri chiave di Expo Milano 2015. In tutto 54 padiglioni costruiti dai Paesi, e 9 cluster per radunare (per la prima volta) 70 Paesi intorno ad alcuni alimenti simbolo: riso, cacao, caffè, frutta, spezie, grano I RECORD - il 10 ottobre è stato toccato il picco assoluto di visitatori in un solo giorno, 272.785 mila. La settimana-record dal 5 all'11 ottobre, con 1.243.701.


60 CAPI STATO - I capi di Stato e di Governo sono stati 60, 300 le visite visite istituzionali. Il continente più rappresentato è stata l'Africa, con 30 Paesi presenti.

20MILA LAVORATORI: 20 mila quelli assunti per i 6 mesi dell'esposizione. Un migliaio quelli impiegati da Expo spa; 8.000 i volontari che - a titolo gratuito e per un massimo di due settimane ciascuno - hanno operato sul sito espositivo. 


2 MILIONI STUDENTI: A centinaia le gite scolastiche organizzate sul Decumano da scuole provenienti da tutta Italia. In totale sono stati oltre 2 milioni gli studenti. 

2.300 MILITARI: con le operazioni 'Expo' e 'Strade Sicure' sono stati 2.300 i militari che hanno partecipato alle operazioni di sicurezza. Una presenza capillare che ha prodotto in termini di sicurezza questi numeri: 45.234 mezzi controllati, 364 persone identificate, 25 arresti, 100 denunce, 34 fermi, 17 armi sequestrate, 204 articoli contraffatti sequestrati, 142 interventi di soccorso ai visitatori e oltre due milioni di chilometri percorsi in città. Gestiti dalla centrale operativa di via Drago, ha gestito 2.056 interventi.

26 TONNELLATE CIBO RECUPERATO: è quello messo a disposizione del Banco Alimentare, che punta alle 30 tonnellate.

27 EURO DI SPESA MEDIA: i visitatori secondo un'indagine Coldiretti hanno speso in media a Expo 27 euro a testa. Il 32% ha scelto cucina italiana, il 25% ha scelto cucina straniera, il 34% ha provato entrambe.

122 METRI DI BAGUETTE:
è la baguette da record farcita di nutella preparata dai panettieri francesi e italiani con l'apporto di Ferrero.

1.595,45 METRI DI PIZZA: è il record del mondo della pizza più lunga realizzato il 20 giugno: è stata suddivisa in 35mila fette e 300 metri sono andati in beneficienza.
 
Fonte: Ansa

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